Assicurazione casa: cos’è la copertura a “valore intero”?

L’assicurazione di una casa è una scelta preventiva contro il verificarsi di eventi, incidenti, situazioni di rischio – che a volte possono essere anche banali o di gestione domestica ordinaria – che possono comportare la perdita o l’esborso di cifre assai elevate.

In alcuni casi, la sottoscrizione di una polizza assicurativa per la casa sarebbe addirittura necessaria: la presenza di bambini o di animali domestici, il possesso di beni di valore o di dispositivi elettronici, oltre che alcune caratteristiche costruttive e strutturali dell’immobile stesso che potrebbero suggerire l’opportunità di assicurare la casa di proprietà dove si vive.

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A tal proposito, un concetto che merita approfondimento quando si parla di assicurazione per la casa è quello di valore intero, ovvero la forma comunemente utilizzata per l’assicurazione contro i danni alle cose.

Cos’è l’assicurazione a valore intero?

L’assicurazione a valore intero copre la totalità delle cose assicurate e deve pertanto essere fatta per il loro intero valore. Nel caso in cui la polizza venga fissata per un valore inferiore – sottoassicurazione – viene applicata la cosiddetta “regola proporzionale” (prevista dal Codice Civile all’art.1907) per cui l’assicuratore indennizza il danno solo in parte, in proporzione cioè al rapporto tra il valore assicurato e il valore assicurabile: nel caso si verifichi un sinistro, sarà quindi l’assicurato a dover corrispondere una parte proporzionale dei danni e il risarcimento di tale danni riguarderà soltanto la proporzione per cui la somma assicurata sta all’effettivo valore dei beni assicurati.

Accorgimenti per le polizze a valore intero

Oltre allo ‘scatto’ della regola proporzionale, per evitare il quale è importante che il valore dei beni indicato sulla polizza a valore intero non sia inferiore al valore effettivo, è consigliabile prestare attenzione anche ad altri piccoli accorgimenti che possono fare la differenza in caso di sinistro.

Sarebbe, ad esempio, opportuno far inserire nel contratto di assicurazione una clausola che preveda il reintegro automatico del capitale assicurato a seguito di un furto.

A seguito di un caso di furto, infatti, il capitale subisce una riduzione in misura pari al valore del risarcimento riconosciuto. Può quindi capitare di ritrovarsi a non essere più coperti dall’assicurazione o ad essere garantiti solo relativamente a un capitale minimo, inferiore a quello iniziale.

Nel caso invece si verifichino atti di vandalismo, in relazione ai quali è consigliabile inserire nel contratto di assicurazione precise garanzie di risarcimento, conservare le ricevute, i certificati, le fatture degli oggetti di particolare pregio o, comunque una documentazione anche fotografica di tali beni di valore, può rivelarsi molto utile nel momento in cui ci si ritrova a denunciare il furto alla compagnia di assicurazione.

Il valore intero e il primo rischio

Nella prassi assicurativa sono state individuate forme diverse per la copertura assicurativa dei danni ai beni: oltre alla formula del valore intero, esistono anche il primo rischio relativo e il primo rischio assoluto.

Nel caso della forma a “primo rischio”, la differenza con quella a valore intero sta nel fatto che l’assicurazione, sebbene riguardi anche in questo caso la totalità delle cose assicurate, non è fissata per una somma corrispondente al loro valore intero, ma è fissata per una somma stimata in base all’ammontare del danno massimo che l’assicurato ritiene di poter subire in caso di sinistro.

Con la forma a “primo rischio” non scatta l’applicazione della regola proporzionale: il presupposto è che il sinistro non possa colpire tutti i beni assicurati, bensì solo una parte di essi, e che la somma assicurata possa essere giustamente inferiore al valore totale. In particolare, si parla di primo rischio “relativo” quando viene fissato il valore del bene che si intende assicurare, ma nel contratto si precisa che l’indennizzo eventualmente corrisposto dell’assicuratore non supererà un determinato ammontare concordato tra le parti. In questo caso sussiste ancora l’applicazione della regola proporzionale.

Tale regola viene invece aggirata e superata se parliamo di primo rischio “assoluto”, quando cioè viene individuato un limite massimo di indennizzo che però prescinde dal valore del bene assicurato. Tale limite rappresenta l’ammontare massimo che l’assicuratore sarà tenuto ad indennizzare in caso sinistro.

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